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Twitter è ancora uno strumento sconosciuto per molte aziende ed è radicato il pensiero che solo le grandi multinazionali possano beneficiare di questo strumento, forti del loro brand e dei tanti clienti affezionati. Ma prima di abbandonarlo definitivamente, è bene osservare i profili dei grandi marchi per capire quali sono gli elementi importanti da tenere in considerazione in una strategia di marketing e capire se vale la pena investire risorse per essere presenti sulla piattaforma.

Quando apriamo un profilo Twitter, cos’è la prima cosa che salta all’occhio? La copertina! Quell’enorme foto che appare in alto è il biglietto da visita e va curato per trasmettere l’idea del brand. Ovviamente per i marchi conosciuti (Nike o Coca Cola), basta il simbolo e il nome, ma per un’azienda normale sfruttare questo spazio per comunicare chi è e cosa offre è importante. Per avere un’idea, un ente di formazione, potrebbe inserire la foto di una classe piena di studenti e la data del prossimo corso.

Altro aspetto di cui tenere conto per un profilo di successo è la multimedialità. I social networks prediligono un concetto di visualità, ovvero immagini, video, mini-video (con Vine), grafici, infografiche, meme o Gif. Gli utenti vengono attratti maggiormente da questo tipo di contenuti, si sentono più coinvolti e interagiscono (che poi è la cosa che interessa all’azienda).

E per proporre un contenuto originale legato ad un prodotto o servizio del brand, questi elementi vanno integrati con un hashtag di riferimento che identifica appunto quello di cui vogliamo parlare e che serve principalmente per creare engagement con i nostri followers. I marchi più famosi sono bravi a costruire delle vere e proprie storie (o visual storytelling) intorno ad un loro prodotto, con hashtag studiati apposta per questo tipo di strategie (e senza esagerare, ne basta uno!). Da qui si può prendere spunto per pensare a qualcosa di simile che può caratterizzare un aspetto particolare dell’azienda.

Un altro modo per coinvolgere la community è il retweet. Un commento di una persona qualunque, che sottolinea il suo apprezzamento per il brand o per un’esperienza specifica (gustare un caffè da Starbucks per esempio) può essere retwittato per far capire agli utenti che ognuno di loro è importante e che la loro opinione viene tenuta in considerazione. E se lo fanno le multinazionali con milioni di followers, non c’è motivo per cui una realtà di dimensioni notevolmente inferiore non possa fare lo stesso con i propri clienti.

Quindi quello che bisogna capire è che nemmeno i grandi brand possono permettersi di stare con le mani in mano pur sapendo di poter contare su milioni di followers. Devono costantemente investire in qualità dei contenuti e creatività. E’ questa la chiave del successo di Twitter e come abbiamo visto anche la piccola azienda può averlo, a patto di studiare una strategia che garantisca contenuti originali e utili.

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