Google Starline: le videoconferenze con ologrammi 3D!

Starline è il progetto svelato nel corso di Google I/O, l’annuale appuntamento con gli sviluppatori in cui la società di Mountain View, presenta le novità a livello mobile e web per Android, Chrome e tutto il suo ecosistema. La videoconferenza del domani è senza dubbio la chicca più elettrizzante e futuristica, ma anche la più lontana dal realizzarsi poiché, anche se le mosse di Big G sono partite prima dell’emergenza Coronavirus e dell’impennata di smart working e incontri virtuali, al momento c’è un prototipo e un limitato numero di test. Quanto basta, per sperare di godersi più avanti un servizio tanto atteso quanto sbalorditivo!

Chi lavora in azienda, come i freelance e i più giovani (ma non solo!), conoscono le tante opzioni odierne per panificare e realizzare una riunione online: Zoom, Microsoft Teams e lo stesso Meet di Google. Nulla di paragonabile per qualità di immagini a Starline. La “finestra magica”, come l’ha definita Big G, attraverso cui vedere l’interlocutore, fornendo in sostanza la percezione di trovarsi uno di fronte all’altro, è il frutto dell’incontro e di rilevanti migliorie di computer vision, machine learning, audio spaziale e compressione in tempo reale. Per quanto mostrato durante la presentazione, la tecnologia si basa su uno stand con un posto a sedere e un monitor, che tramite una pletora di sensori e videocamere permette di ricostruire l’immagine altrui in 3D.

Per quanto lo sviluppo sia in fase preliminare, evidenti e automatici sono i vantaggi che potrebbe offrire. Oltre a poter conversare con amici, parenti e colleghi, l’innovativo sistema di visualizzazione del campo luminoso che crea un senso di volume e profondità di Starline, può essere sperimentato senza la necessità di indossare visori, occhiali o cuffie. Non serve nulla di più, con le mani che restano libere da obblighi. Allo stesso tempo, per come è concepito il servizio e grazie alla tecnologia alla base dello stesso, l’utente non dovrà preoccuparsi del mezzo, per esempio di impostare vari dettagli per microfono e video come siamo abituati a fare ora, così da potersi concentrare unicamente sulla conversazione e sulla persona che si ha davanti ai propri occhi, che per Google significa “poter parlare con naturalezza, gesticolare e stabilire un contatto visivo con chi sta dall’altra parte”.

Per ora il progetto è disponibile solo in alcuni uffici Google e passa da un “hardware personalizzato e attrezzature altamente specializzate”, spiega Clay Bavor, vicepresidente del comparto dedicato alla realtà virtuale e aumentata. Dopo aver testato Starline per connettere i dipendenti dislocati negli uffici di New York, Seattle e nella Bay Area intorno a San Francisco, il prossimo passo è incrementare gli esperimenti per ottenere feedback sulla tecnologia e sulle relative applicazioni. Pur mettendo in conto un tempo abbastanza lungo prima del completo sviluppo e del conseguente lancio sul mercato del servizio, l’idea di Google è, senza dubbio alcuno, continuare a investire nel progetto.

Ancora una volta, benvenuti nel futuro che poi, così lontano non è!

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