Cos’è il comportamento multischermo?

Tutto quello che non sapete su un comportamento che sicuramente anche voi adottate.

Possiamo dire con certezza che lo scenario dei media sta cambiando. Possiamo anche dire che i comportamenti, le abitudini, il modo di approcciarsi degli utenti è in evoluzione. Viviamo in una realtà multidevice, con più strumenti mediali che permettono di attuare azioni simili o uguali.

Il 90% delle interazioni giornaliere che abbiamo coi media avviene tramite lo schermo, quindi ne fanno parte strumenti come gli smartphones, i computer/pc, la televisione, i tablet, etc. In media, è stato calcolato, che passiamo 4 ore davanti a uno, o più, schermi.

Solamente il restante 10% avviene con radio, giornali, volantini, riviste, etc.

Il consumatore usa, durante la giornata, vari dispositivi, passando spesso da uno all’altro, a seconda degli obiettivi, esigenze, località. 

  • Il 38% delle interazioni giornaliere con i media avviene tramite uno smartphones (nel 60% dei casi avviene a casa, nel restante 40% fuori casa)
  • Il 24% si effettuano tramite pc (nel 69% dei casi a casa, nel restante 31% fuori casa).
  • Il 9% si attuano tramite tablet (nel 79% dei casi a casa, nel restante 21% fuori casa).

Le attività che svolgono questi devices sono ad ampio spettro. 

  • Il 59% usa accesso ad internet per attingere regolarmente a contenuti e informazioni.
  • Il 58% controlla le e-mail.
  • Il 48% usa social network.
  • Il 46% ascoltano musica.
  • Il 43% si svagano tramite giochi.
  • Il 39% utilizzano app.
  • Il 14% fa compere.

Nell’arco di una giornata, però, queste operazioni vengono attuate anche con più dispositivi, e principalmente in due modi:

  • Utilizzo sequenziale: prima utilizzano un device e poi continuano su un altro (ad esempio si inizia una ricerca dal cellulare fuori casa e poi si continua a cercare una volta rientrati dal pc.)
  • Utilizzo contemporaneo: il comportamento multischermo.

Il comportamento multischermo, multiscreen, è un atteggiamento sviluppatosi negli ultimi tempi. Con l’opportunità di avere più supporti mobili, ci è possibile coniugare più dispositivi da usare simultaneamente.

La maggior parte delle volte(78%) in cui attuiamo questo comportamento lo facciamo in multi-tasking, cioè effettuando operazioni differenti su due schermi (nel 22% dei casi invece svolgiamo attività complementari).

Le tre combinazioni più frequenti di differenti schermi in simultanea sono: 

  • smartphone + televisione: 81%
  • smartphone + computer: 66% 
  • televisione + computer: 66% 

Lo smartphone, oltre ad essere il principale punto di partenza per le attività multi-schermo, è anche quello con maggiori interazioni con altri dispositivi: 

  • Il 57% delle volte che usiamo uno smartphone stiamo utilizzando anche un’altro dispositivo (28% pc e 29% televisione) 
  • Il 77% delle volte che stiamo guardando la televisione, utilizziamo anche un altro dispositivo (49% smartphone e 34% computer) 
  • Il 75% delle volte che utilizziamo un tablet, lo facciamo insieme a un altro device (35% smartphone e 44% tv) 
  • Il 67% delle volte che usiamo il computer lo facciamo contemporaneamente all’utilizzo di un altro strumento (45% smartphone e 32% televisione) 

Dopo questi numerosissimi dati si può dire con certezza che quello che sta avvenendo è una e vera propria tendenza televisiva. La nostra attenzione, infatti, cala vertiginosamente da un mezzo all’altro quando si tratta di televisione. Soprattutto davanti alle interruzioni pubblicitarie (oltre il 50% dei telespettatori) si ha un calo di ascolto esorbitante. Il cambio di utilizzo di un device dipende anche dalla qualità del programma che si sta seguendo, ma non necessariamente ne è la causa.

Alcuni studi hanno anche rilevato che i consumatori più giovani sono significativamente più propensi di un pubblico ‘’vecchio’’ al comportamento multischermo durante le pause pubblicitarie passate in televisione.

La differenza tra generazioni si fa sentire forte e chiara. Questo effetto si può spiegare con il fatto che le ultime generazioni hanno trascorso la maggior parte della loro vita in compagnia di strumenti elettronici (molti sono nati nell’era dell’affermazione degli smartphones).

Questa estrema differenza non si percepisce, però, durante i programmi televisivi. Questo effetto può sostenere come le nuove generazioni diventano sempre più ‘’cieche’’ alla pubblicità tradizionale e riescono a spostare in modo più semplice la loro attenzione su qualcos’altro.

Ma quali sono le attrazioni a distogliere l’attenzione? Per il 43% sono i social ( a volte anche inerente anche con il programma che si sta seguendo, come commenti live su twitter, etc), il 15% sulle applicazioni di messaggistica, il 14% sui browser.

Quali sono le conclusioni e le previsioni di questo fenomeno? Massimizzare la copertura della tua pubblicità. E’ necessario rafforzare le tue campagne con un apporto social laddove possibile per  l’attenzione deviata dal comportamento multischermo.

Ovviamente, il piano di marketing più efficace dovrebbe includere campagne su entrambi gli schermi. Ma non tutte le aziende avranno la capacità di budget di per eseguire entrambe le attività. 

Se puoi permetterti una campagna pubblicitaria televisiva, si può valutare di ridistribuire una parte di budget a favore delle campagne social.

Se non puoi permetterti gli spot tv, non disperare: attraverso il targeting intelligente è possibile raggiungere il tuo pubblico con annunci relativi ai contenuti tv più popolari in una determinata finestra temporale, intercettando per esempio il comportamento multischermo.

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