Cosa è il Visual Storytelling?

Quello che non sai sulla narrazione visuale e nove regole da seguire per crearne una ottima.

Il Visual Storytelling è l’arte di raccontare di storie usando le immagini. E’ un processo di costruzione e organizzazione della ‘’narrazione di un racconto’’ che fa uso delle immagini come mezzo espressivo. E’ una strategia per informare gli utenti in modo elegante, divertente e originale promuovendo usando graphic design, video, infografiche, illustrazioni, fotografie.

Con la crescita di social media basati sulla condivisione di foto e immagini come Instagram e Pinterest, oppure il voyeurismo a cui siamo abituati grazie a Facebook, all’apertura di blog siamo appieno nell’era visual.

I nostri cervelli elaborano le immagini più velocemente dei testi. Una immagine è più difficile da evitare, ignorare rispetto ad un testo. Se l’immagine è veramente attraente ci si sofferma, si vuole vedere di più. Inoltre, sembra che i potenziali clienti siano più propensi ad agire o prendere una decisione quando un call-to-action è accompagnato da un’immagine.

Da sempre l’uomo ha sentito il bisogno di raccontare per trasmettere le proprie conoscenze o per il puro piacere di intrattenere. Già con l’istinto di dipingere sui muri delle caverne si ha una primordiale prova di narrazione. ll Visual Storytelling sfrutta a pieno il potere delle immagini per coinvolgere il pubblico ad un livello più profondo, con l’obiettivo di garantirgli un’esperienza immersiva costituita da immedesimazione ed empatia. Le storie, grazie alla loro struttura semplice, hanno il potere di dare un senso a ciò che ci circonda, mostrando una chiara connessione tra gli avvenimenti così da essere facilmente interiorizzate da chi le guarda.

 

Il Visual Storytelling richiede la conoscenza e l’applicazione di specifiche regole operative per poter creare racconti visivi. Si necessita di strategie per raggiungere i propri obiettivi, che questi abbiano natura personale o di business.

Quali sono questi principi da rispettare?

  • Prima di tutto è necessario strabili il ‘’piano di attacco’’. Il target a cui vogliamo riferirci, gli scopi che ci si pone, una storyboard come uno schizzo da cui sviluppare successivamente il risultato che si ha in testa, quando e dove si vuole adempire al piano d’azione.
  • Meno testo, più immagini. Lo spazio per le immagini, banalmente, nel Visual Storytelling, è fondamentale. Devono essere di dimensione tale da essere comprese, già solo con l’illustrazione si dovrebbe capire il messaggio che si vuole trasmettere tramite il contenuto. Le persone ricordano l’80% di quello che vedono e il 20% di quello che leggono.
  • Le immagini non sono fine a se stesse. Non possono essere solo una ‘’copertina’’ neutra. Come dice la definizione stessa: devono raccontare una storia. Le immagini devono parlare agli utenti, nei contenuti, nello stile, nella gamma cromatica. Devono avvicinarsi ai gusti e alla sensibilità specifica di quel determinato gruppo sociale.
  • Importante rispettare coerentemente i valori del proprio brand (o della persona). L’identità è essenziale per dare voce a ciò che si vuole trasmettere. Essere chiari e in linea con quello che viene solitamente trasmesso conduce a una fidelizzazione più intensa con gli altri utenti.
  • Gli schemi narrativi classici, validi in un determinato contesto sociale e culturale, riescono ad essere compresi se si sono già interiorizzati. Si può osare con la novità, ma gli intrecci già consolidati nell’ambiente in cui viviamo sono più facilmente riconoscibili. Il modello di situazione iniziale equilibrata/ situazione centrale con peripezie e ostacoli/ situazione finale che torna equilibrata è facilmente intuibile nella nostra mente, possiamo ricondurlo a numerose fiabe e favole e arriviamo a riconoscerlo senza nemmeno rifletterci.
  • C’è poco da dire: le emozioni suscitano sempre una forte reazione. Le sensazioni guidano mente e cuore. Se non si emoziona l’utente, tutto il progetto crolla, anche il resto potrebbe risultare perfetto, l’effetto risulta inutile e poco d’impatto. La curiosità, l’empatia, il coinvolgimento delle emozioni risvegliano i soggetti, li attiva, di fa interagire.
  • Investire nella qualità è fondamentale. Utilizzare contenuti originali, foto e video realizzati ad hoc permette di apparire autentici, genuini, si attira l’attenzione e si suscitano quasi sicuramente delle emozioni. Il tempo di concentrazione è breve, si aggira attorno agli 8 secondi.
  • Cambia contenuto tra un Visual Storytelling. Per esempio, se sei un brand, concentrarsi solo su una merce fa perdere interesse. Nonostante ciò si possono usare escamotage. Trovate ingegnose possono essere di mostrare ‘’a nudo’’ i vari step di ideazione, creazione, produzione di quel prodotto. Magari con video divertenti, ben montati, anche con persone che lo hanno provato, che lo vendono, etc.
  • Non limitarti ai social. Certo, tutto parte da lì. Ma sii di ampie vedute. Esistono altri canali dove diffondere immagini e video. Come durante le presentazioni e le infografiche.

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