CHI GUADAGNERA’ IN FUTURO CON LA PUBBLICITA’ ONLINE?

Alla luce delle percentuali d’uso di AdBlock e dell’imminente lancio di iOS 9 – che includerà nativamente un sistema per il blocco dei banner – una domanda sorge spontanea. Chi riuscirà a far soldi con la pubblicità online nel prossimo futuro? E chi invece rimarrà escluso da questo business?

Google

Il più famoso motore di ricerca deve la maggior parte del suo fatturato alla pubblicità online, grazie all’accoppiata AdWords/AdSense. “Annunci pubblicitari sui siti di Google” è infatti la prima fonte di reddito da diversi anni a questa parte, distanziando le altre di un abisso. Il fatturato arriva dalle pubblicità esposte all’interno del motore di ricerca, dove i banner ricevono ancora un buon numero di click. E parliamo di una media dello 0,09%, in pratica meno di 1 click ogni 1.000 impression.

Motivo per cui Google sta spingendo su concetti come Active View o Viewability, che puntano a misurare i banner realmente visti dall’utente sul sito web, allontanando l’attenzione da quelli cliccati.

Google campa principalmente con la pubblicità presente nel motore di ricerca, di gran lunga più cliccata rispetto a quella presente fuori dalle SERP. Inoltre, odiando pesantemente gli advertorial, non lascia scampo agli editori: banner sempre meno redditizi e lo spettro della penalizzazione per pubbliredazionali “non a norma”.

 

Facebook

Chi sembra invece aver trovato il modo perfetto per monetizzare con la pubblicità è proprio il social di Mark Zuckerberg. Nonostante gli innumerevoli formati pubblicitari che Facebook è riuscito a lanciare nel corso degli ultimi anni, il suo grande pregio è stato sfruttare al massimo due trend emergenti: mobile e native advertising. Il primo rappresenta la principale fonte di revenue e traffico per il colosso di Menlo Park, il secondo rappresenta il perfetto esempio di promozione di un servizio/prodotto integrato nel flusso di contenuti.

Ecco perché Facebook potrebbe meglio assorbire, rispetto a Google, il colpo dato dalla crescita impetuosa di AdBlock e compagnia bella, visto che i suoi annunci pubblicitari si discostano sempre più dai vecchi e soliti banner. Per non parlare della sua grande capacità di essere una macchina da soldi con il mobile.

Editori

Per dirla con parole semplici, quelli decisamente impantanati in una situazione senza uscita
CPM e CPC calano costantemente, i banner vengono ignorati per cui sui siti editoriali aumentano a dismisura formati pubblicitari fastidiosi. L’editore, che non guadagna abbastanza con banner statici e testuali, si vede costretto ad inserire popup, intropage, video a tutto schermo e altri elementi invasivi. I lettori installano AdBlock, non vedono la pubblicità e non fanno guadagnare gli editori. Una cane che si morde la coda.

BuzzFeed

BuzzFeed. Lui sì che ha capito come fare un mucchio di soldi con l’editoria online, nonostante non sia un vero e proprio editore.

E’ un sito che pubblica articoli senza interruzione, che pare abbiano un gran successo su Facebook. Sembra anche che acquisti un sacco di traffico dal social, sempre tramite pubblicità. Questo per dire che ad un inserzionista che si presenterà da BuzzFeed non verrà mai e poi mai proposto un banner, bensì visibilità.

Tanta visibilità. Stiamo parlando di una piattaforma che lancia campagne virali, attraverso video e contenuti integrati, in grado di raggiungere milioni di persone. Le stesse che mai si sognerebbero di bloccare tutto con AdBlock.

Mostrare alle persone giuste il messaggio giusto: questo riesce a fare BuzzFeed. E intanto tutti gli altri sono ancora convinti che la mossa giusta sia palate di banner che gli utenti tentano accuratamente di bloccare…

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